Oltre topi e ratti: come i modelli insoliti di roditori stanno rivoluzionando la ricerca sulla salute delle donne

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I modelli di roditori rappresentano il fondamento della ricerca preclinica, poiché forniscono un sistema vivente per analizzare le cause delle malattie. Anche se topi e ratti hanno dominato a lungo il campo – la loro rapida riproduzione e la facilità di cura li rendono strumenti pratici – limitare la ricerca a queste specie trascura la diversità biologica cruciale. La realtà è che gli esseri umani non sono semplicemente topi ingranditi e che le risposte a complesse domande sulla salute potrebbero trovarsi in modelli meno convenzionali.

I limiti dei modelli tradizionali

Per decenni, gli scienziati hanno fatto affidamento su topi e ratti per comprendere ogni cosa, dal cancro alle malattie neurodegenerative. Sono stati preziosi, ma non catturano l’intero spettro della biologia umana. Ciò è particolarmente critico nel campo della salute delle donne, dove le differenze specifiche del sesso spesso non vengono affrontate. Usare solo modelli incentrati sul maschio può portare a trattamenti che falliscono o addirittura danneggiano le donne.

La talpa nuda: una svolta resistente all’invecchiamento

Un esempio lampante di modello sottoutilizzato è la talpa nuda. Questo strano roditore vive oltre 35 anni – molto più a lungo di topi o ratti – e mostra un’eccezionale resistenza contro il cancro, i disordini metabolici e le malattie neurodegenerative. Questa longevità lo rende ideale per studi a lungo termine che imitano la durata della vita umana, consentendo ai ricercatori di studiare i meccanismi molecolari dell’invecchiamento.

Ma la sua biologia unica si estende oltre. I ratti talpa nudi mostrano un’estrema soppressione riproduttiva nelle colonie, con solo una regina riproduttiva e un maschio. Rimuoverli dalle loro colonie innesca la pubertà a qualsiasi età, offrendo un ambiente controllato per studiare l'”interruttore” della pubertà e l’impatto dello stress e dell’ambiente. Ciò è particolarmente rilevante, poiché le donne hanno il doppio delle probabilità rispetto agli uomini di sperimentare depressione e ansia intorno alla pubertà; questo modello consente ai ricercatori di isolare fattori specifici del sesso che determinano questo aumento del rischio.

Il Degu: un modello naturale per la malattia di Alzheimer

Un altro roditore promettente, ma trascurato, è il degu. A differenza della maggior parte dei modelli, i degus sviluppano spontaneamente placche di beta-amiloide e grovigli di tau – segni distintivi della malattia di Alzheimer – senza ingegneria genetica. Ciò li rende uno strumento potente per studiare la progressione della malattia in un modo che rispecchia da vicino la condizione umana.

Fondamentalmente, le femmine anziane di degu mostrano un’alterata segnalazione cerebrale nell’ippocampo, una regione chiave colpita dall’Alzheimer, rispecchiando il fatto che le donne comprendono due terzi di tutti i casi di Alzheimer. Sviluppano anche il diabete con sintomi simili a quelli umani, tra cui cataratta e cecità, fornendo una piattaforma naturale per studiare le interazioni molecolari in queste malattie.

Ripensare la ricerca traslazionale

La chiave non è semplicemente trovare il modello “perfetto”, ma scegliere strategicamente quello che meglio risponde alla domanda di ricerca. Nessun singolo animale potrà mai replicare perfettamente la biologia umana. I ricercatori devono invece valutare criticamente se un modello comprenda adeguatamente il maggior numero possibile di tratti umani rilevanti.

Nuovi modelli come le talpe senza pelo e i degus offrono un approccio più completo al lavoro traslazionale. Riconoscendo i limiti dei sistemi tradizionali e abbracciando la diversità nella ricerca, gli scienziati possono accelerare lo sviluppo di terapie che portino realmente benefici a tutti i pazienti.

In definitiva, espandere il nostro kit di strumenti oltre i topi e i ratti non è solo un’opportunità scientifica, è una necessità per far avanzare la ricerca sulla salute delle donne e garantire che i trattamenti siano progettati per tutti i corpi, non solo per alcuni.