La perimenopausa, la fase di transizione che porta alla menopausa, spesso inizia intorno ai 40 anni (anche se può iniziare prima) e dura diversi anni. Questo periodo è caratterizzato da fluttuazioni dei livelli ormonali – estrogeni, progesterone e persino testosterone – che possono influire in modo significativo sul benessere mentale. Molte persone attribuiscono erroneamente sbalzi d’umore, ansia o problemi cognitivi allo stress o al burnout, ritardando il riconoscimento dei cambiamenti ormonali sottostanti.
Le montagne russe ormonali
A differenza dei livelli ormonali relativamente stabili riscontrati nella pre-menopausa o nella post-menopausa, la perimenopausa è caratterizzata da fluttuazioni imprevedibili. Quando i livelli di estrogeni e progesterone diminuiscono, possono emergere declino cognitivo, irritabilità, depressione e ansia. Non si tratta solo di cambiamenti riproduttivi; i recettori ormonali nel cervello influenzano direttamente l’umore, la cognizione e la memoria.
Il collegamento è semplice: il calo degli estrogeni può interrompere l’attività dei neurotrasmettitori, influenzando la funzione cerebrale. Bassi livelli di estrogeni possono anche innescare disturbi del sonno (come vampate di calore e sudorazioni notturne) che poi peggiorano la salute mentale attraverso lo stress cronico e l’infiammazione. La diminuzione del progesterone può ridurre l’attività calmante del GABA, aumentando potenzialmente l’ansia e l’insonnia.
Considerazioni sulla diversità di genere
Per gli individui transgender e di genere diverso, l’esperienza della perimenopausa è meno compresa. Coloro che seguono una terapia ormonale di affermazione del genere possono avere un maggiore controllo sulle loro transizioni ormonali, ritardando o mitigando potenzialmente alcuni effetti della perimenopausa. Tuttavia, mancano ricerche su come queste dinamiche ormonali differiscono negli individui TGD.
Affrontare i sintomi della salute mentale
Sebbene la perimenopausa possa esacerbare le condizioni di salute mentale esistenti, è fondamentale considerare fattori esterni: anche lo stress professionale, le difficoltà finanziarie o le malattie croniche possono svolgere un ruolo. Un approccio olistico è vitale.
Ecco le strategie basate sull’evidenza:
- Monitoraggio dei sintomi : il monitoraggio dettagliato aiuta a identificare i modelli e a rafforzare la comunicazione con gli operatori sanitari.
- Adeguamenti dietetici : la dieta mediterranea, ricca di frutta, verdura e grassi sani, può ridurre la depressione e il declino cognitivo.
- Esercizio : un’attività aerobica moderata (come la camminata veloce) può migliorare la funzione cerebrale, mentre l’allenamento della forza e lo yoga possono aiutare a gestire le vampate di calore.
- Igiene del sonno : mantenere un programma di sonno coerente e controllare la temperatura (pigiama leggero, coprimaterasso rinfrescanti) può migliorare la qualità del sonno.
- Farmaci : gli SSRI (antidepressivi) possono ridurre le vampate di calore, mentre il gabapentin può aiutare con l’emicrania. La terapia ormonale (estrogeni e progesterone, se applicabile) può stabilizzare i livelli ormonali e ridurre le fluttuazioni cognitive.
L’importanza della valutazione medica
Sebbene tu possa sospettare la perimenopausa, un controllo medico è essenziale. Condizioni come anomalie della tiroide o effetti collaterali dei farmaci possono simulare i sintomi della perimenopausa. Una corretta diagnosi garantisce il giusto percorso terapeutico. Anche l’accesso alle cure per l’affermazione del genere può essere difficile a seconda del luogo e delle tutele legali.
In conclusione : la perimenopausa è una transizione fisiologica complessa con implicazioni significative sulla salute mentale. Comprendere i cambiamenti ormonali, adottare aggiustamenti nello stile di vita e cercare una guida medica sono cruciali per affrontare questa fase in modo efficace.
